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Il "Nastro Fiorito" della Pasqua

Tradizioni pasquali romagnole

Pubblicato il 05 Aprile 2020
Il "Nastro Fiorito" della Pasqua

Cari amici ed ospiti dell’hotel Eliseo in questo difficile periodo vi siamo vicini con il pensiero e dalla Romagna vi abbracciamo con tutto il nostro calore ed affetto. Un abbraccio virtuale che speriamo vi raggiunga e vi porti conforto. Allo stesso modo vogliamo rallegrarvi proponendovi un bel viaggio… ma immaginario: un viaggio dei sensi attraverso i colori, sapori, storie e tradizioni della nostra amata terra!


Oggi vogliamo colorare un po’ la vostra giornata e rivivere insieme un piccolo pezzo della nostra storia tradizione romagnola, partendo da ricordi antichi che portano con sé i colori e i profumi della primavera! Nonna Violante ci allieta con i suoi racconti di Pasque lontane ma che possiamo rivivere ammirando lo splendore del giardino in fiore del nostro Hotel Eliseo! La Primavera non si è dimenticata di sbocciare nemmeno quest’anno e da fuori le finestre delle nostre case, ci rallegra e fa ricordare i bei vecchi tempi…

 
Una tradizione contadina del periodo della Settimana Santa è quella del “Nastro Fiorito”. Racconta Violante che un tempo le festività pasquali erano vissute dalle famiglie e dall’intero paese con un vero spirito di festa: tutto veniva rimesso a nuovo, ripulito, addobbato e benedetto.

Giovedì Santo, al primo suono delle campane, le madri richiamavano i figli per dar loro un grande gomitolo di canapa filata. Durante il suono festoso delle campane i piccoli correvano per il cortile e nei campi a legare gli alberi e i fiori. Secondo una credenza popolare infatti, si diceva che gli alberi legati nella mattina del giovedì Santo, avrebbero dato maggior frutto in futuro e così anche i fiori sarebbero sbocciati raddoppiati!
Infine, la domenica di Pasqua le campane ancora richiamavano i bimbi che giocosi andavano a slegare i nastri attorno agli alberi e ai fiori, augurandosi maggiori e più abbondanti raccolti di frutti e gemme nuove!

Tutto era un giubilo e una festa: le case, i cortili, le aie e persino le stalle erano puliti e lindi. Le tavole della prima colazione erano apparecchiate come durante le solennità: la tovaglia buona con tipiche stampe romagnole, mazzi di fiori e ovviamente non potevano mancare le uova benedette accanto al ramo d’ulivo, la ciambella pasquale e le prelibatezze conservate durante l’anno come il salame gentile o un buon moscato bianco!

 
(ph.dalweb)

 
Anche la ciambella veniva cucinata riccamente con ogni prelibatezza come lo strutto conservato durante l’inverno! Tutto era gioia e spensieratezza… l’Augurio che vi facciamo, cari amici, è di trascorrere una Serena Pasqua in famiglia conservando nei vostri cuori la pace e la speranza di giorni migliori!